10 anni fa avevamo immaginato un sogno per scacciare un incubo.
L’incubo era costituito dall’ostracismo, dall’ignoranza e dal pregiudizio contro la nostra professione. Il sogno era quello di liberarci di questa umiliante zavorra e di far funzionare meglio la nostra democrazia con il dialogo trasparente e corretto tra interessi e istituzioni.
Fin dalla sua fondazione “Il Chiostro” è stato percepito come una associazione piuttosto originale rispetto alle altre: voleva rappresentare una professione non solo non regolamentata ma considerata inesistente, essendo essa confusa con altre attività più o meno lecite.
E anche chi aveva capito l’importanza della nostra associazione manifestò grandi perplessità sulla possibilità che potesse sopravvivere dopo qualche anno.
Con molta pazienza ma tanto entusiasmo e determinazione in questi dieci anni siamo andati avanti, a volte anche nell’indifferenza di molti colleghi che ci hanno visti come dei disturbatori dello statu quo o come dei sognatori votati alla sconfitta.
Così non è stato. E i primi risultati si vedono.
Il dibattito sul lobbismo è stato “sdoganato” ed è diventato un tema che viene affrontato con crescente consapevolezza della sua complessità. Rimangono, certo, le semplificazioni giornalistiche e qualche ridondanza retorica nei discorsi di politici più o meno acculturati.
Ma nelle università se ne parla se ne scrive.Sono nati vari corsi in cui le discipline attinenti al lobbying vengono insegnate.
La sciagurata e confusa introduzione del reato di traffico di influenze illecite ha fatto svegliare la parte più attenta della magistratura che ha cominciato confrontarsi con la complessa tematica del lobbying scoprendo che le influenze illecite presuppongono che ci siano influenze lecite ma che queste ultime non sono definite e regolate.
Non solo accademia e magistratura, ma anche la politica ha cominciato a parlare di lobbying mediamente in termini più rispettosi; lo ha fatto in maniera disordinata e un po’ approssimativa ma qualcosa si è mosso.
L’azione del “Chiostro” ha fatto breccia in tutti questi ambienti e ha inserito nell’agenda del dibattito pubblico questo tema.
Certo, se la nostra associazione avesse potuto contare su un numero di iscritti più ampio e su risorse più consistenti i risultati sarebbero sicuramente stati più importanti. Quanti nostri colleghi ci hanno apprezzato ma non hanno voluto “esporsi” con l’iscrizione? Quanti ci hanno lasciati perché si sono rifiutati di impegnarsi preferendo restare alla finestra?Quanti sono stati costretti ad andar via dall’associazione perché hanno cercato di usare “Il Chiostro” in modo improprio ?
Molti giovani si sono avvicinati alla nostra associazione che è stata e rimane il punto di riferimento per chi desidera intraprendere questa professione.
Punto di riferimento lo siamo anche per le istituzioni che ci consultano sempre quando si affronta nelle varie sedi il tema della rappresentanza degli interessi.
“Il Chiostro”, nel 2011, ha dato vita all’unico network delle associazioni dei lobbisti dei Paesi europei, Public Affairs Community of Europe(PACE) una realtà che cresce di anno in anno. Dopo il congresso di fondazione a Roma, si sono tenuti congressi a Madrid, Parigi, Berlino, Vienna Bucarest, Atene.Nel 2018 saremo a Praga. Il prestigio del Chiostro in questo network è testimoniato anche dal fatto che la segreteria generale e la presidenza onoraria di PACE sono state attribuite alla nostra associazione.
La legislatura che volge al termini era nata sotto buoni auspici per la regolamentazione del lobbying. Qualcosa è stato fatto con i registri del Mipaaf, del Mise e del Ministero della funzione pubblica e soprattutto con le modifiche al Regolamento della Camera. Altre Regioni si sono date una legge.Manca purtroppo una normativa nazionale senza della quale rischiamo di trovarci in una babele di 42 differenti regolamentazioni.
Nella prossima campagna elettorale chiederemo formalmente a tutti i partiti di inserire questo impegno nei propri programmi elettorali e chiederemo al Governo nella prossima legislatura di inserire questo impegno come priorità.
La strada davanti a noi è sempre in salita ed è ricca di impegni e sfide. Oltre all’impegno nelle istituzioni e livello internazionale, “Il Chiostro” è attento alla formazione dei soci e di coloro che intendono esercitare questa professione, organizza incontri e convegni su temi specifici per mettere a confronto le esigenze dei portatori di interessi e le responsabilità dei decisori pubblici.
Nel 2017 all’attività centrale dell’associazione si sono aggiunte quelle dei Circoli territoriali che si stanno sviluppando con grande entusiasmo ( Milano, Firenze, Catania, Napoli)
Tutto quello che è stato fatto non sarebbe stato possibile senza la dedizione di alcuni soci che hanno dedicato tempo ed energie al “Chiostro”in modo esemplare ed encomiabile.
A loro va tutto il nostro ringraziamento e la nostra ammirazione.
Ma dieci anni dopo la sua fondazione “Il Chiostro” deve darsi una struttura organizzativa e operativa più solida e stabile e per realizzare i suoi ambiziosi programmi ha bisogno di tutti noi . Per questo rivolgo a tutti l’appello a dare una mano ed essere più “generosi” verso l’associazione. “Il Chiostro” se lo merita.
Guardiamo avanti con orgoglio per quello che abbiamo fatto, con fiducia nelle nostre energie morali e professionali e con la certezza che il nostro lavoro servirà a migliorare la democrazia e la qualità delle decisioni pubbliche e darà un contributo significativo ad una vera rinascita dell’Italia.Giuseppe Mazzei

admin

Leave a Comment